Guida Definitiva – Come trovare i Migliori Hashtag Instagram 2020

hashtag instagram 2020

Hashtag Instagram 2020 – Sei un content creator, un social media manager o magari una semplice persona che è stanco di cercare manualmente ogni singolo hashtag da inserire sotto i tuoi post o quella del brand con cui lavori?

Oggi voglio spiegarti come trovare subito dei Hashtag interessanti rilevanti per la tua nicchia, cosi da portare il tuo post di instagram alle stelle!

Se ti piacciono i predefiniti ti invito a dare un occhiata anche a questo Pacchetto qui (nel Banner)!

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Se sei pronto… mettiti comodo che ti sto per rivelare una bomba… Ma prima ti spiego un pò di cose!

Cosa sono gli Hashtag?

Cosa sono gli hashtag?

Gli hashtag possiamo dire che sono tipo delle etichette da applicare sotto ogni post di Instagram – infatti Instagram ci permette di sfruttare al massimo 30 Hashtag per post.

Con questi Hashtag possiamo etichettare il nostro post, cosi da farlo spuntare su argomenti ben precisi all’interno della ricerca di Instagram.

Ma come fare a trovare i Migliori Hashtag Instagram 2020?

Hashtag example

Classificazione degli Hashtag

Per trovare i migliori Hashtag per Instagram nel 2020, dobbiamo seguire una strategia ben definita, non serve più mettere #likeforlike #likeforfollow #like4like ecc ecc.

Ma dobbiamo fare un’attenta analisi per selezionare i Migliori Hashtag, in base alla nicchia, argomento e sopratutto al grado di concorrenza che c’è!

Come fare?

Semplice!!

Sotto ogni hashtag c’è scritto un numero di post, TAGGATI con quel preciso Hashtag.

Più è alto il numero più c’è Concorrenza all’interno, e più è difficile posizionarsi nella posizione di Popular!

Si, Vittorio, ma questo lo so, ma come faccio?

Ogni Hashtag può essere classificato in piccolo, medio e grande tutto questo va in base a quanti followers hai… E il segreto è quello di scegliere 10 Hashtag piccoli, 10 Medi e 10 Hashtag Grandi.

La differenza è molto semplice:

  • Gli hashtag piccoli sono quelli che hanno un volume compreso tra gli 0 e i 999.000 post
  • Gli hashtag medi hanno un volume compreso tra 1 e 5 milioni di post
  • Gli hashtag grandi sono invece quelli dai 5 milioni di post in su

In linea di massima ti consiglio una piccola formula da tenere sempre in mente

Volume Hashtag = (Numero di Followers Instagram X 100).

Mettiamo caso che gestisci un profilo di 5.000 followers, e se applichi questa formula ( 5.000 x 100) = 500.000.

Significa che il volume dei Hashtag Piccoli che andrai a selezionare dovranno avere un volume di circa 500.000 post. In questo modo avrai più probabilità che la tua immagine si piazzi nei post popolari, aumentando esponenzialmente la tua visibilità e di conseguenza i like, le interazioni e i followers.

Ok, Vittorio ho capito, ma dimmi come cerco su Instagram quelli migliori?

Ci sono due Strade…

O lo fai da solo o ti affidi a un servizio.

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Farlo da solo

Alcuni consigli su come cercare i migliori Hashtag Instagram 2020, semplice… Inizia con digitare la prima parola chiave rilevante della tua nicchia, nella casella di ricerca su Instagram.

Una volta che hai scelto una parola chiave, è facile (se quella parola chiave è di volume grande) che in base a quella parola ci possono essere parole chiave correlate a quella.

Ti ci vorrà un pò di tempo per cercare, quindi mettiti comodo, prendi L’editor e segnateli tutti, mi raccomando…

Ti consiglio di suddividerli sempre tra Piccoli, Medi e Grandi.

Un altra alternativa e ti cercare l’hashtag dai tuoi concorrenti… Ma mi raccomando fai si che siano sempre di Nicchia!

Cerca inoltre di optare sempre per singoli concetti ( esempio #fotografia #creation) invece di scrivere intere frasi tipo (#noncifermamainessuno), e sopratutto cerca di scriverli in Lingua Italiana, o al massimo in Inglese se vuoi raggiungere un pubblico più vasto.

Affidati a un servizio – Flick

Se sei giunto fin a qua sei proprio convinto nel cercare i migliori Hashtag Instagram 2020. Un servizio che ho testato e mi sento di raccomandarvi perchè è molto utile e interessante.

Sto parlando di uno strumento di ricerca di Hashtag, Flick, a Pagamento ma offre il servizio gratuito per i primi 7 giorni!

flick logo

Con questo strumento puoi ricercare, gestire e analizzare in un click tutti i migliori hashtag per instagram nel 2020. Puoi far crescere il tuo account Instagram, o la tua attività raggiungendo nuovi segmenti di pubblico.

Questo strumento è stato scelto da oltre 10.000 Creator, Marchi ed Esperti di Marketing.

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Inserendo per esempio l’hashtag #fotografia, questo strumento ti permette di selezionare facilmente tutti gli hashtag correlati a quella parola chiave, inoltre ti mostra anche la concorrenza sotto forma di post presenti all’interno di quei hashtag.

Immagine

Ti permette anche di creare delle collezioni di Hashtag, cosi puoi semplicemente andare sul sito, scegliere la tua collezione predefinita, copiarla e incollarla sul tuo post su Instagram.

Se colleghi anche il tuo account Instagram ti mostra anche con quale Hashtag ti sei posizionato nei motori di ricerca di Instagram.

In definitiva questa è una valida alternativa che magari se sei un content creator o magari un social manager che gestisci un sacco di account, ti permette di risparmiare ore e ore di lavoro alla ricerca del miglior hashtag da inserire all’interno del tuo post su Instagram.

Per accedere al strumento fai clic qui.

Fammi sapere qui sotto se proverai questo strumento, o se hai qualche altro metodo o strumento da suggerirmi!

Vienimi a trovare sui Social! Ciao!

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Content Marketing – Come creare contenuti virali

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Sei anche tu un Content Creator? Che magari si vuole inserire nel Content Marketing ? E non sai… o meglio vuoi creare contenuti che spaccano… che vanno virali?

Ecco sei nel posto giusto al momento giusto…

Perchè?

Perchè ti sto per svelare 5 Consigli su come creare un contenuto virale!

Dallo scatto alla post produzione

Cos’è un contenuto virale?

Il contenuto virale è una pubblicazione, quindi un post, immagini o video, che trova un successo inatteso e spesso immotivato. Le dinamiche che portano a un successo del genere non sono sempre chiare e definite una volta per sempre, quindi non sempre i risultati sono sempre auspicabili.

La viralità di un contenuto è influenzata fortemente dal libero arbitrio e dai trend del momento.

Ma ci sono anche un serie di passaggi che possono avvantaggiare l’obiettivo. Quindi, come creare contenuti virali sui social e che se vuoi entrare nel Content Marketing devi sapere fare?

Ecco qualche consiglio che puoi applicare fin da subito per almeno migliorare la tua posizione!

Analizza le Insights

Analizzando le Insights puoi capire un sacco di cose sul tuo pubblico, puoi capire a chi stai puntando il tuo contenuto, mediante la targetizzazione. Puoi scoprire quando i tuoi seguaci o il tuo pubblico in generale è connesso, cosi da avere la spinta necessaria per entrare e mettersi in gara contro i tuoi concorrenti.

Cosa molto interessante puoi scoprire attraverso le insights, quale contenuto precedente che hai pubblicato, e andato molto bene, cosi da sfruttarlo per capire che contenuto piace ai tuoi followers.

Content marketing insights

Sfrutta il copywriting

Il copywriting dall’inglese “Scrivere con persuasione” è una tecnica molto interessante per colpire le emozioni e le sensazioni per portare il tuo utente target a compiere una azione.

Il copywriting è ciò a cui ci affidiamo per catturare immediatamente l’attenzione del pubblico… perchè?

Perchè sappiamo benissimo che la maggior parte di utenti non hanno molto tempo da dedicare online e il rischio che scrollano il feed alla ricerca del miglior post, migliore notizia da leggere e alto.

Alcuni esempi di copywriting :

  1. Fai appello ai benefici del tuo prodotto, mostrando come possono migliorare la loro situazione.
  2. Cerca di raccontare una storia in modo tale da coinvolgere l’utente
  3. Sfrutta la tecnica AIDA , attenzione -> Interesse -> Desiderio -> Azione

smart working enti locali

Crea contenuti che puntano sulle emozioni

Assicurati che ciò che vuoi comunicare riesca a fare presa nella memoria emotiva dell’utente. E che quindi non entra da una parte e esce dall’altra. Un Suggerimento – per favorire il ricordo ti conviene scrivere dei testi semplici e chiari.

Non per forza devono essere testi lunghi, ma possono essere anche brevi, importante che facciano leva sulle giuste corde emotive della persona… al punto da fare esclamare:

Wow devo assolutamente condividere questo contenuto con i miei amici!

Per fare ciò un contenuto non per forza deve fare ridere…. può fare riflettere, piangere, far paura, ma sopratutto far arrabbiare! La bravura sta nel creare un contenuto in grado di suscitare “emozioni forti“!

Sfrutta i Trend o Notizie del Momento

I Trend del momento sono un ottimo modo per sapere che contenuto creare e per capire cosa cercano momentaneamente le persone sui vari motori di ricerca.

Uno dei tanti metodi interessanti per capire i trend è “Google Trend”.

Con Google Trend puoi, cercare la tua keyword di nicchia e vedere se momentaneamente le persone la cercano. Puoi anche filtrare la ricerca per località, per lasso di tempo, per categoria…

Ma sopratutto puoi fare la ricerca su google immagini, news, shopping o solo Ricerca su Youtube.

Quindi chi lavora nel Content Marketing sa come sfruttare i trend del momento per creare post, notizie per ottenere numerose visualizzazioni.

content marketing trend

Usa il giusto Tone of Voice!

Il Tone of voice, è il modo con cui l’azienda comunica, attraverso i testi, la sua personale personalità. Con il Tone of Voice il brand può comunicare in maniera pacata, calma, intima oppure più forte con la grinta, con l’azione e le emozioni forti… in maniera tale da raggiungere il pubblico adeguato.

Quindi ricapitolando, sfruttando i Trend del Momento, Usando una Tecnica di Copywriting, analizzando le Insights. usando il giusto Tone of Voice e puntando dritto alle emozioni del utente si può riuscire a creare un contenuto che porta risultati, che mira alla viralità!

Ovviamente sui Social diventare Virale non è sempre facile, ma ti assicuro che con queste 5 regole riesci a portare il tuo post, video o immagine a una situazione migliore rispetto a prima.

Con questo e tutto e se ti va, mi farebbe molto piacere se mi venissi a trovare sui Social!

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Fammi sapere qui sotto nei commenti qual’è il tuo metodo preferito per creare contenuti virali!

A presto!

Ciao!

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Cosa vedere in Sicilia? Il Parco delle Madonie

Cosa vedere in Sicilia? Il Parco delle Madonie!

Il Parco delle Madonie è un complesso montuoso dove ricadono le cime tra le più antiche e più alte (dopo l’Etna) della Sicilia. Su una superficie complessiva della Sicilia pari al 2% ospita ben il 50% di tutta la flora presente del isola.

L’attenzione più propriamente scientifica va comunque riferita a partire dalla seconda metà del Settecento, quando il territorio del Parco delle Madonie cominciò a essere oggetto di osservazioni da parte di naturalisti e botanici dell’epoca.

Se sei un fotografo amante dei paesaggi ti consiglio di venire a visitare il Parco delle Madonie, data la sua grande quantità di scenari fotografabili, se sei veramente interessato, clicca sul banner per scaricare la mia Guida Fotografica sui migliori spot fotografici sul Parco delle Madonie.

Parco delle Madonie

Fu proprio nel 1989 che l’istituzione riconobbe che questo territorio venne chiamato come Parco Naturale Regionale delle Madonie.

Il primo passo verso il più ampio ed integrato progetto di protezione dell’intera area madonita fu la creazione, di due “Riserve Naturali Orientate” : Monte Quacella nel territorio di Polizzi Generosa e Faggeta Madonia nel territorio dei comuni di Isnello, Castelbuono e Petralia Sottana.

Sono state due aree estese complessivamente poco meno di 3000 ettari e inseriti nel più vasto comprensorio di quello che poi divenne il Parco delle Madonie.

Quasi 40.000 ettari di territorio venivano cosi posti sotto tutela, in un microcosmo, o un’isola nell’isola, diversificato nei suoi aspetti geomorfologici, ambientali, storici e culturali.

Il vasto territorio del Parco delle Madonie si estende su di un’ampia area della provincia di Palermo. Sono 15 i principali comuni interesati, chiamate “ le 15 gemme incastonate tra le montagne”: Caltavuturo, Castelbuono, Castellana Sicula, Cefalù, Collesano, Geraci Siculo, Gratteri, Isnello, Petralia Soprana e Sottana, Polizzi Generosa, Pollina, San Mauro Castelverde, Scillato e Sclafani Bagni.

Destinto secondo una precisa zonizzazione, che definisce anche le attività esercitabili e i divieti operanti nel Parco, si distinguono in:

  • Zona A, riserva Integrale estesa su 5733 ettari
  • Zona B, riserva Generale estesa su 16.535 ettari
  • Zona C riserva di protezione estesa su 427 ettari
  • Zona D di controllo o pre-parco estesa su 16.984

L’Ambiente Naturale del Parco delle Madonie

L’articolato sistema montuoso delle Madonie, occupa un vasto territorio della parte centro-settentrionale della Sicilia. Esso è compreso a est tra la Valle del Fiume Pollina, a ovest con la valle dell’imera settentrionale, una lunga fascia costiera tirrenica inclusa tra Campofelice e Pollina a Nord, e le conche degradanti verso l’altopiano gessoso-solfiero, a sud.

cosa vedere in sicilia il parco delle madonie

Il complesso madonita annovera le vette più alte dell’isola (eccezione fatta per l’etna)

  • Pizzo Carbonara 1979 slm
  • Pizzo Antenna Grande 1977 slm
  • Monte San Salvatore 1912 Slm
  • Monte Quacella 1869 slm
  • Monte Mufara 1865 slm
  • Monte Ferro a 1906 slm

A caratterizzare fortemente buona parte dei monti delle Madonie, è il cosidetto carsismo, cioè una manifestazione geodinamica dovuta alle acque meteoriche e di penetrazione che dissolvendo le rocce calcaree, danno vita a particolari fenomeni sia in superficie sia nel sotto suolo, formando grotte, abissi, pozzi, doline, valli cieche e inghiottitoi.

Un ampio sistema idrografico di superficie, invece segna decisamente il paesaggio naturale madonita con ampie vallate, solchi profondi , strette , gole e rigogliosa vegetazione, come il fiume Pollina e Imera, torrente Roccella, Torrente Castelbuono e Buonanotte e quelle in zona scillato e Polizzi Generosa

Il Clima

IL Clima mediterraneo-marittimo della Sicilia, fa si che le Montagne madonite vengono pervase da estati calde ma non torridi, e inverni moderati e brevi, pioggie distribuite prevalentemente nei mesi tra ottobre e marzo, e quasi assenti nei periodi estivi. Oltre i 500-600 metri d’altitudine, e ovviamente salendo ancora di quota, le temperature medie variano in maniera significativa, dai 17-20 delle coste si riducono a 10 gradi sui monti.

Parco delle Madonie

Non deve apparire eccessivo se taluni definiscono questa regione madonita come “ un giardino botanico” al centro del bacino del mediterraneo, qui infatti nell’arco di millioni di anni, con una serie di circostanze, ha favorito la crescita di numerose specie endemiche, tra cui “ L’Abete delle Nebrodi” o “ Abies Nebrodensis”.

In maniera molto schematica è possibile indicare approssimativamente quattro fasce altimetriche di distribuzione della copertura vegetale.

Si tratta della fascia basale compresa tra la quota mare e i 400 m s.l.m, quella mediterranea-temperata, compresa tra i 400 e i 1200-1300 metri, di quella supra-mediterranea tra i 1200 e 1500 metri, e quella montano-mediterranea dai 1500 fino ai limiti altitudinali.

La flora

Le Madonie ospitano quasi tutte le specie di mammiferi presenti in sicilia, circa il 70% degli uccelli vengono a nidificare sui monti madoniti. Tra i mammiferi presenti troviamo il Gatto Selvatico, la Martora, La volpe e la donnola.

Tra i roditori L’Istrice, la lepre e il coniglio selvatico, il Ghiro, il Moscardino, il topo selvatico e tanti altri.

Molto rilevante e la presenza di uccelli, grandi e piccoli che ospitano le Madonie, tra cui L’aquila reale, l’aquila del bonelli, il capovaccaio, il falco pellegrino, la poiana e il Barbagianni.

Gli scenari dispensati dalle madonie stupiranno sempre il visitatore, in Primavera con il comparire delle prime delicate fioriture, in estate quando gli alberi e i prati si vestiranno di un bellissimo manto verde ricco di mille sfumature, in autunno, quando divamperanno in tutta la sua bellezza i gialli, i rossi, i bruni di Faggi e Roverelle in pieno Foliage e in Inverno quando i monti si riempiranno di una bellissima e soffice coltre di neve.

Bhe cosa vedere in Sicilia e quindi nel Parco delle Madonie?

Oggi parliamo di Castellana Sicula, Polizzi Generosa, Petralia Sottana e Soprana

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Castellana Sicula

Cosa vedere in Sicilia, soprattutto sul Parco delle Madonie? Parliamo di Castellana Sicula!

Una delle caratteristiche principali è la varietà del suo territorio, infatti il centro di Castellana Sicula si trova a 765 metri d’altezza , mentre una sua frazione Nociazzi a 1000 metri, e il Santuario della Madonna dell’Alto (il luogo di culto più alto d’Europa) si trova a ben 1812 metri, sul monte Alto.

E’  un paese d’aspetto moderno per via della sua rapidissima evoluzione a partire dal secondo dopoguerra.

Castellana si è originata nel settecento quando, grazie all’insediamento di famiglie di agricoltori e pastori, provenienti dai paesi vicini furono attirati dal clima mite e dalla ricchezza d’acqua, e dalla quantità di spazi pianeggianti .

Il nome fu assegnato dal duca di Ferrandina, che fu un feudatario locale che volle dare alle sue terre il nome di sua moglie, della nobile casata dei Castellana di Spagna.

La prima costruzione di Castellana Sicula sembra sia stata la Casina Rossi una palazzina, che il proprietario, utilizzava spesso per soggiorni estivi.

Per circa 2 secoli Castellana fu frazione del vicino comune di Petralia Sottana, dal quale si staccò appena 72 anni fa (quindi nel 1948), e ottenne il permesso di divenire comune autonomo.

Dallo scatto alla post produzione

Sarebbe comunque un errore credere che non ci sia nessun segno del passato, perché, la zona venne abitata fin da epoche molto remote, come testimoniano infatti una necropoli con venti ipogei nei pressi della quale si trovano anche i resti di una villa romana.

Infatti possiamo guardare all’interno del Museo Civico, sito quindi in Contrada Muratore di numerosi reperti archeologici, della collezione di Padre Abate tra cui anche gli animali impagliati.

Sono tutti reperti archeologici trovati nella zona tra Cozzo Morto, Cozzo Zara, Tufo Gibsi e Cozzo Re, all’interno del territorio di Castellana.

L’assenza di monumenti è stata compensata dalla presenza di numerosi murales, la cui realizzazione è stata affidata ad artisti di rilievo nel panorama siciliano.

Invece numerose anche le chiese a Castellana Sicula, c’è quella in onore a San Francesco di Paola, la Chiesa di San Giuseppe, Santa Maria Goretti e il SS.Crocifisso.

Tra le manifestazioni più importanti del calendario festivo madonita, c’è la tradizione danza pantomima “ Il Ballo della Cordella”.

Questo ballo va a rievocare le celebrazioni tradizionali che i contadini organizzavano per festeggiare e ringraziare Dio per i raccolti abbondanti.

Mentre un altro evento molto interessante, legato alla tradizione religiosa è l’affollato pellegrinaggio che ogni prima domenica di luglio, raggiunge il Santuario della Madonna dell’Alto a 1800 metri di altezza.

Al suo interno è custodita una stata di Madonna che risale al 1300, trovata secondo alcune testimonianze sulla spiaggia di Cefalu, e portata fin la su da un carro trainato da buoi. Furono proprio loro a rifiutarsi di proseguire il viaggio, quindi a indicare la volontà della Madonna fermandosi a quella quota.

Che dire, Come arrivare a Castellana Sicula?

Dalla Palermo- Catania uscita per tremonzelli e seguire le indicazioni sulla SS 120, oppure da IROSA.

https://www.youtube.com/watch?v=nzBg643wxfc&list=PLe5TECtZrx_mHGQ381IucxUsX1cGAqPv5

Polizzi Generosa

Parliamo d’altre cose da vedere in Sicilia e quindi nel Parco Madonita, tra cui Polizzi Generosa

Polizzi Generosa è un altro paese del parco delle Madonie, a poco più di 900 metri d’altezza. La città di Polizzi Generosa offre al visitatore la possibilità di trascorrere giornate di relax all’insegna del buon vivere.

Polizzi Generosa ha un panorama vastissimo che si può cogliere da più parti, ma specialmente dal belvedere, stiamo parlando di una ampia terrazza sospesa nel vuoto chiamata “ u chianu” da cui di prima mattina quando arriva una leggera brezza marina, è possibile ammirare “la famosa maretta” un fenomeno atmosferico che lascia le nubi alle pendici dei monti alti.

Polizzi dista ottanta chilometro da Palermo e i primi ritrovamenti risalgono al 1650 quando venne rinvenuta una statua punica  raffigurante  una donna identificata con la dea Iside. Inizialmente questa statua era stata posta nella chiesa madre, fin quando il vescovo di Cefalù, ha reputato questa statua come blasfema e ne ordinò la distruzione nel 1771.

Nel 1081 il territorio Polizzano venne donato da Ruggero I alla nipote Adelasia, la quale diede forte impulso allo sviluppo di questo borgo, ordinando anche l’ampliamento della Chiesa Madre.

In seguito Polizzi fu sempre città demaniale e sul finire del 14 secolo, i cittadini raccolsero e versarono una somma esorbitante per sottrarsi alla signoria di Raimondo Caprera.

Parco delle Madonie

La denominazione di  “Generosa”  gli fu data dal fatto che, molti esponenti delle dinastie regnati, vi si fermavano frequentemente e l’accoglienza sempre dimostrata meritò questo appellativo, conferitogli da Federico II di Svevia nel 1234.

La Chiesa Madre è la più importante fra gli edifici religiosi della cittadina, e fu costruita a più riprese a partire dal 11 secolo. All’interno sono numerose le opere d’arte e fra essa spicca a destra dell’altare, un trittico fiammingo del Quattrocento di Rogier Van Der Weyden.

Di tanta abbondanza, purtroppo oggi, rimangono solo le chiese:

  • La Badia vecchia e nuova
  • La chiesa del carmine
  • La chiesa di San Girolamo
  • La chiesa di Santa Maria lo Piano
  • La chiesa di Sant’Orsola
  • La chiesa di Santa Maria degli Schiavi
  • La commenda dei Cavallieri di Malta
  • La chiesa di San Nicolò de Franchis

Della vivacità culturale di Polizzi abbiamo l’interessante Biblioteca Comunale, inaugurata nel 1890, e il museo ambientalistico madonita, dove sono esposti esemplari delle diverse specie faunistiche all’interno del parco delle Madonie.

L’ ambiente naturale è molto vario e ricco è le zone più importanti e interessanti sono quella di Monte Quacella e il Vallone Madonna degli Angeli, notò per la presenza di pochi esemplari di Abeti dei Nebrodi, “Abies Nebrodensis”, che è una specie botanica rarissima in via di estinzione.

La ricchezza dell’ambiente naturale si riflette in quella dei prodotti tipici che la terra dona, e fra essi riportiamo funghi, asparagi selvatici, fagiolini, nocciole e fragoline.

La preparazione più nota è caratteristica è una torta chiamata “ lo sfoglio”, ripiena di formaggio, cannella, cioccolato e zucchero. A questa torta gli è stata dedicata una sagra la prima domenica di settembre.

Alle nocciole invece è stata dedicata una sagra a metà agosto, in questa occasione vengono creati delle bancarelle e vengono distribuite le noccioline gratuitamente.

Per raggiungere Polizzi, dovete uscire dalla Palermo Catania, allo svincolo di Tremonzelli e seguire le indicazioni per Polizzi, distante 18 km.

https://www.youtube.com/watch?v=d7imLBcPhlk

Petralia Sottana

Al viaggiatore che giunge da Palermo, Petralia Sottana appare in alto, distesa sulla cima di un lungo sperone roccioso a mille metri d’altitudine.

Petralia Sottana ha dietro le spalle un passato di nobiltà che affonda le proprie radici in tempi lontani e avvolti dal mistero. Il suo stesso nome e di origini incerte, c’è chi lo fa risalire a latino Petrae Polis, ossia città della Pietra.

Più tardi in epoca di dominazione araba, compare il nome di Batarliah , comunque la presenza dell’uomo in questi luoghi è molto più antica di saraceni e romani.

All’interno della Grotta del Vecchiuzzo, dentro la rocca di Balate ( proprio di fronte all’abitato di Petralia) sono state rinvenute ceramiche risalenti al II millennio a.C , si tratta di grandi vasi con decorazioni geometriche di uno stile particolare detto “ alla Petralia”.

Successivamente, per lungo tempo Petralia fu parte dei possedimenti della famiglia dei Ventimiglia, per poi passare ai Moncada e ai Cordona.

La chiesa Madre, dedicata all’Assunta, venne realizzata tra il 1633 e il 1681, su un preesistente piccolo edificio quattrocentesco. L’interno è di aspetto grandioso, con pianta basilicale a tre navate, al cui interno spiccano numerose opere d’arte tra cui la grande tela del Cristo al Sepolcro dello Zoppo di Gangi.

Uscendo dalla chiesa, e d’obbligo una sosta al belvedere per ammirare il vasto panorama delle Madonie, successivamente poco lontano, passando sotto l’arco del campanile della Matrice, s’arriva a un’altra bella chiesa quella della Trinità alla Badia.

Dallo scatto alla post produzione

Lungo la strada che porta fuori da Petralia, si trova anche il grande complesso secentesco che un tempo ospitiva il Convento dei Frati Minori Riformati.

A 1800 metri, sul Monte Alto si trova il santuario mariano più alto d’Europa, metà di numerosi pellegrinaggi , al cui interno viene custodita una pregevole statua in marmo di una Madonna.

Le tradizioni popolari si rinnovano con grande passione ogni anno. Uno dei primi appuntamenti dell’anno è quello con “ U’Ncuontru” , che celebra il ritrovarsi ( dopo la resurrezione) di Cristo e la Madonna.

Il 18 di Giugno, la festa del Patrono San Calogero, e sempre in estate, nell’ambito delle tante manifestazioni canore, teatrali e musicali, si può assistere al Tradizione Ballo Pantomina della Cordella, la prima domenica successiva al ferragosto, in questa occasione viene rievocato anche l’antico Corteo Nuziale.

Infine a Ottobre abbiamo, la festa dei sapori madoniti, o meglio chiamata Festa delle Castagne.

Numerose sono le escursioni possibili nel territorio di Petralia, ad esempio la zona di Piano Battaglia circondata da faggi, querce e agrifogli e anche una ricercata stazione sciistica nel periodo invernale.

Interessante nella zona anche l’ambiente umido di Gorgonero, dove si trova il primo Parco Avventura della Sicilia, dove è possibile fare numerose attività oltre che a godersi una giornata al insegna del divertimento e del relax.

Infine per gli amanti della cucina, sono numerose le specialità Petralesi, che ad esempio:

  • La pasta di grano duro
  • La Salsiccia di Maiale
  • La frittella di fave
  • Lo Sfoglio
  • Cucchia Natalizia

Come arrivare a Petralia Sottana?

Dalla Palermo Catania, uscita di Tremonzelli e seguire le indicazioni, o uscita Irosa.

https://www.youtube.com/watch?v=wtUUGa6fcmE&t=83s

Petralia Soprana

Petralia Soprana è il più alto comune della provincia di Palermo, e si eleva a ben 1147 metri d’altitudine, su uno sperone roccioso la cui cima è segnata dalla Chiesa di Santa Maria di Loreto.

E’ uno dei comuni più significativi del Parco dal punto di vista turistico, sia per la piacevole struttura urbanistica, sia per la posizione panoramica.

Una passeggiata nel centro storico consente di ammirare non solo le belle chiese e gli edifici dell’architettura civile, ma anche strade, vicoli, piazze e fontane che conservano intatta l’atmosfera medievale.

Le prime notizie certe di Petralia Soprana risalgono al III secolo a.C. all’epoca della prima guerra punica, durante la quale gli abitanti di Petra si schierarono a favore dei Romani.

Successivamente conquistata dagli arabi, la ribattezzarono “Batraliah” e vi costruirono una Moschea e una fortificazione, passò a seguire ai Normanni.

Nel corso dell’alto Medioevo ( 1258) Petralia Soprana e Petralia Sottana, passò prima alla famiglia dei Ventimiglia di Geraci e successivamente alla Contea di Collesano.

Tra il 500 e 600, attorno al paese sorsero piccoli borghi, che oggi sono diventati frazioni di Petralia. Tutto questo vasto territorio venne come dire smembrato nel 600 quando sorse Alimena, e nel 700 quando si fondò Resuttano, e ulteriormente ridotto all’inizio del XIX secolo, con la cessione di Bompietro e Petralia Sottana.

Parco delle Madonie

Tra i monumenti  abbiamo la Chiesa Madre dedicata a SS.Pietro e Paolo, caratterizzata all’esterno per il bel colonnato che corre lungo l’entrata principale. All’interno sono poste in posizione centrale le due statue di legno dei due apostoli Pietro e Paolo, protettori del paese.

Poi realizzata nel Settecento, abbiamo la Chiesa di Santa Maria di Loreto, posta nella parte più alta del paese. L’interno è un vero e proprio museo di opere d’arte, come la pregevole ancona marmorea, le statue di Santo Stefano e della Madonna di Loreto e le due belle statue di SS. Cosma e Damiano.

Altre chiese abbiamo la

  • SS.Salvatore
  • Chiesa del Collegio di Maria
  • Santa Maria di Gesù

Tra le feste maggiormente sentite c’è quella in onore di San Giuseppe il 19 Marzo, il 29 giugno con SS.Pietro e Paolo e la ricorrenza dei SS. Cosma e Damiano.

Il territorio di Petralia Soprana si estende per poco meno di 57 KM quadrati, tutto all’interno del Parco, e le escursioni più interessanti sono quella al Monte Savochello e continuando per l’antica trazzera per Geraci, si può ammirare l’interessante Gorgo Pollicino.

Invece la cucina di Petralia Soprana è antica e tipica del mondo contadino, abbiamo gustose e nutrienti minestre di lenticchie, ceci, fagioli, o preparate con verdure selvatiche di montagna.

Tra i dolci abbiamo

  • l’amaretti,
  • i torroncini
  • la cucchia natalizia
  • l’aceddu cu l’ova
  • sfoglio

Per arrivare a Petralia Soprana?

Dall’Autostrada Palermo-Catania, uscita svincolo di Tremonzelli e seguire le indicazioni per Petralia Soprana, oppure dallo svincolo di IROSA.

https://www.youtube.com/watch?v=AULHyc3CLJ4&t=9s

Ci sono tantissimi posti interessanti da vedere in sicilia, sopratutto sul Parco delle Madonie, cosa che non basterebbe un articolo per inserirli tutti.

Il Format Cosa vedere in Sicilia, tornerà prossimamente!

A presto!

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L’era del Social – Il Content Creator nel 2020

Content Creator

Tutti ormai sappiamo che con l’avvento di Facebook e Instagram ci stiamo muovendo più su un mondo più online, dove da fare padrone sono chi riesce a distinguersi e creare contenuti che riescono a trattenere incollati al piccolo schermo quante più persone possibili.

Ecco oggi voglio parlarvi proprio di lui… non di chi guarda i contenuti ma di chi li crea… quindi il cosiddetto Content Creator o (Creatore di Contenuti in Italiano).

Dallo scatto alla post produzione

La stragrande maggioranza delle persone stanno iniziando a capire l’importanza di crearsi una identità online, perchè secondo alcuni studi:

“Se non sei Online, non esisti e quindi perdi un sacco di opportunità nuove”.

La figura del content creator è sempre più ricercata nelle aziende che lavorano nel digitale, quindi saper scrivere e sapere sviluppare dei contenuti accessibili a tutti, con un linguaggio chiaro e attraente è molto più proficuo di starsene con le mani in mano ad aspettare.

Un content creator deve sapere sperimentare e sapere per esempio la fascia d’oraria quando pubblicare un contenuto mirato a un certo target, in pratica deve essere consapevole del pubblico che si vuole colpire.

Come facciamo a capire chi è il nostro target?

content creator target

Semplice, attraverso un analisi profonda di chi vogliamo colpire attraverso i nostri contenuti che creiamo da pubblicare sui social.

Il Target varia in base la località, l’età, il sesso e tanti altri fattori. In parole povere, il targeting ci permette di scremare il pubblico globale filtrandolo per interessi e variabili (geografiche, demografiche, ecc ecc) in maniera tale da ricreare un segmento di pubblico ideale per il nostro business.

Cosa Signfica?

Significa che se tu pubblichi contenuti facciamo esempio di Scarpe, Sciarpe o Moda ti verranno dietro anche in termini di followers o like chi ha più interesse a cercare su internet questo tipo di contenuti, quindi incaso sono molto più propensi ad acquistare o seguirti.

Se invece, sempre, crei contenuti sulla Moda in generale e stai targettizzando un pubblico totalmente diverso, che non gli interessa di Scarpe, Sciarpe o Moda in generale, difficilmente ti viene ad acquistare il tuo prodotto o a seguirti.

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Chi è il Content Creator? Cosa fa?

Erroneamente si pensa che il Content Creator si occupi solamente di stesura testi, di articoli, blog o post per i social. Invece chi crea contenuti ha a che fare con tutto il progetto comunicativo del brand, quindi deve sapere studiare eventuali trend, e realizzare contenuti pertinenti al Brand con cui sta lavorando.

In Generale il Content Creator deve sapere comunicare con i diversi contenuti multimediali, quindi non solo testi ma anche

  • Video
  • Immagini
  • Musica
  • Progetti Grafici (Infografiche)

Ma anche tante altre abilità come:

  • Sapere creare un progetto di comunicazione che si allinea con gli obbiettivi del cliente, il mercato e il target
  • Riuscire a creare prodotto multimediali
  • E sopratutto deve sapere coordinare nell’azienda editor, webmaster, grafici, videomaker e ogni figura che è incaricata a creare contenuti per il web
  • Deve avere un minimo di conoscenza di base di Marketing, e sapere usare anche le campagne pubblicitarie di facebook o google

Influencer? o Content Creator?

content creator

“Non tutti gli Influencer sono Content Creator”!

Che bella frase!

Perchè scegliere di crearsi una Strada verso L’Influencer Marketing o il Content Marketing?

Non c’è una risposta su cosa scegliere o meno, sta tutto nei obiettivi che ti prefiggi.

Sicuramente le Celebrity e Influencer possono raggiungere una visibilità molto alta e creare interesse intorno al tuo brand, ovviamente se questi Influencer sono anche di nicchia. Ma se vuoi collaborare con qualcuno particolarmente creativo e appassionato ai propri contenuti , qualcuno che si impegni a risaltare il tuo brand per i tuoi followers, allora la scelta e sicuramente cercare un Content Creator.

Inoltre i Micro Content Creator si impegnano di più per realizzare contenuti particolarmente autentici e creativi, cosi da assicurarsi un riscontro positivo da parte dei propri followers, questi mostrano una tendenza maggiore a rifiutare campagne (rispetto a quelli generici) che non sono molto coerenti con i loro profili, rischiando di farsi mettere in cattiva luce dei propri followers.

Secondo me, I Content Creator, riescono ad avere un rapporto molto più stretto con i propri followers ( rispetto agli influencer) che spesso vengono considerati gli esperti del settore.

In una campagna di Marketing sia di Influencer o di Content Creation, chi ha la meglio è sicuramente quello che ha i Followers molto interessati quindi di “Nicchia

Quindi se c’è un Influencer di Moda con 1Millione di Iscritti e un Content Creator (che crea contenuti sui libri, frasi, aforismi ecc) con 10k Iscritti e gli viene proposto di collaborare con un brand, esempio, di Libri… Avrà più successo sicuramente il Content Creator, questo perchè è risultato di Nicchia!

Content Creator: chi lo cerca e quanto guadagna?

In generale tutte le aziende indipendetemente dalle dimensioni e dal settore, attualmente sfruttano il web, quindi hanno bisogno di un Content Creator che crei contenuti adatti al brand e al prodotto specifico.

In media lo stipendio mensile si aggira intorno a 1000/1500 euro per un lavoro come Assistent, fino a 40/45.000 l’anno come specialista del Settore, come affermano i ragazzi di Studentville.

Esempi di Aziende che cercano un Content Creator:

  • Hotel
  • B&B
  • Sport
  • Gioielleria
  • Cosmetica
  • Moda
  • Editor
  • ecc..

Quindi se sei un giovane intraprendente e aspirante Content Creator, con la voglia e passione di creare contenuti, cerca tra le aziende che lavorano sul digital, potrebbe essere un Opportunità sia per te sia per loro!

Se hai domande ti prego fammele qui sotto nei commenti cosi anche altre persone possono usufruire della risposta! O se vuoi chiedermi qualcosa in privato inviami un e-mail o vienimi a cercare sui Social!

A presto! Ciao!

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Tutorial Photoshop – Maschere di Luminanza

Tanti me lo avevate chiesto e finalmente ci sono riuscito a fare un mini Tutorial Photoshop passo passo sulle Maschere di Luminanza e di Colore.

Cosa sono e quando usare le Maschere di Luminanza o di Colore? Semplicemente sono delle maschere da usare sulla fotografia che vanno a campionare una Luminosità o una Colorazione in maniera perfetta e omogenea. In pratica sono dei metodi di campionamento per selezionare un’area ben precisa della nostra fotografia.

Tutorial Photoshop - Maschere di Luminanza

Esistono due metodi per utilizzare questo tipo di strumentazione.

  1. Attraverso Camera Raw
  2. Attraverso i Canali RGB

Camera Raw

Il primo metodo, è attraverso i vari pennelli di regolazione offerte da Camera RAW, recandoci nell’apposita spunta in basso “Maschere di Intervallo”.

Selezioniamo luminanza, e con il pennello di regolazione effettuiamo una pennellata sull’area che vogliamo selezionare.

Successivamente, agendo sul intervallo di luminanza, possiamo andare a tracciare un range di luminosità all’interno della selezione del pennello. L’intervallo va da una luminosità pari a 0 per le ombre e una luminosità pari a 100 per le alte luci.

Con la barra della sfumatura, possiamo andare a sfumare i bordi della selezione. A sinistra bordi netti e a destra bordi sfumati.

Tutorial Photoshop - Maschere di Luminanza

Mentre la luminanza, agisce sul range di luminosità, l’intervallo di colore, agisce in maniera differente.

Con la Maschere di Intervallo Colore, possiamo andare a campionare una determinata gamma di colorazione, all’interno della selezione del pennello.

Se vogliamo campionare una gamma di colorazione più estesa, trasciniamo la pipetta campionamento, in maniera da formare un piccolo reticolo.

Altrimenti facciamo click sulla selezione, premendo il tasto MAIUSC sulla tastiera, possiamo andare a campionare fino a un massimo di 5 colori.

Tutorial Photoshop - Maschere di Luminanza

Con la slide del intervallo Colori, possiamo estendere o meno, il campionamento di quei colori.

Una volta selezionata, la luminosità o la colorazione desiderata, possiamo agire sui comandi del pannello di Camera Raw, agendo sulle luci, ombre, esposizione ecc.

Tutorial Photoshop - Maschere di Luminanza

Questo metodo funziona con tutti e tre i pennelli di regolazione datovi da Camera RAW,

  • Pennello di Regolazione
  • Filtro Graduato
  • Filtro Radiale

Canale RGB

Il secondo Metodo, per selezionare l’area più precisa possibile, ci affidiamo alle Maschere del Canale RGB.

Cos’è il Canale RGB? Il Canale RGB non è altro che un Canale dove all’interno troviamo tutte le colorazioni e luminosità presenti nella fotografia. Infatti il Canale RGB è composto dai Canali Rosso, Verde e Blu, che a sua volta possono essere scomposti fino a una intensità che va da 0 a 255, definendo la profondità di colore.

28x28x28=256x256x256 = 16.777.216 colori

Per selezionare la luminosità delle luci, selezioniamo il livello base, e ci trasferiamo sul Pannello dei Canali, e tenendo premuto CTRL, facciamo click sul Canale RGB (apparirà la selezione delle formichine).

A questo punto andiamo a salvare la selezione come Canale (in basso), e si andrà a creare una maschera in scala di grigio, creando quindi la prima maschera di luminosità.

Ulteriormente, possiamo restringere sempre di più la selezione della prima maschera di luminanza, con dei semplici passaggi.

Tutorial Photoshop - Maschere di Luminanza

Selezioniamo ALFA1 (la prima maschera di luminanza),e tenendo premuto CTRL+ALT+MAIUSC, clicchiamo su ALFA1, a questo punto vediamo che le formichine si sono ristrette. E andiamo a Salvare sempre la selezione come canale.

Possiamo ripetere questo procedimento infinite volte, ma cliccando sempre su ALFA1.

Nota: Possiamo modificare questa selezione attraverso gli strumenti Curva, Valori Tonali e Luminosità/Contrasto presenti nel Menu> Immagine> Regolazione. Al fine di migliorarne la selezione desiderata.

Se dobbiamo campionare le Ombre della fotografia, dobbiamo agire in maniera inversa. Selezioniamo il livello base, ci spostiamo sui Canali e clicchiamo il Canale RGB, mantenendo premuto il tasto CTRL. Dopo di che dobbiamo invertire la selezione. Dal Menù, andiamo su Selezione e clicchiamo su Inversa, e andiamo a Salvare la selezione come Canale. Possiamo restringere il campo della selezione, facendo sempre lo stesso procedimento descritto sopra per le luci, ma prestando attenzione a cliccare il Canale apposito delle Ombre, che abbiamo appena salvato.

Tutorial Photoshop - Maschere di Luminanza

Una volta create le maschere di luminanza per le luci e per le ombre, possiamo procedere per creare le maschere per i mezzitoni.

Selezioniamo il  Canale RGB, e mantenendo CTRL+ALT dobbiamo sottrarre dalla selezione le luci e le ombre, clicchiamo quindi ALFA1 (Luci) e ALFA2 (Ombre), e andiamo a salvare la selezione come canale.

Altrimenti per selezionare i mezzitoni della fotografia, clicchiamo sul livello base e ci rechiamo su Selezione> Intervallo Colori, e andiamo a selezionare i mezzitoni nel elenco. Con il cursore della tolleranza, andiamo a specificare a Photoshop la percentuale di decadimento oltre l’intervallo tonale.

Tutorial Photoshop - Maschere di Luminanza

Con il cursore dell’intervallo andiamo a specificare il range di luminosità che noi vogliamo campionare, e va da 0 per le ombre a 100 per le luci, facciamo click su OK e andiamo a salvare la selezione nei Canali RGB.

Nota: Il Colore Nero in tutti i tipi di maschere sta a indicare che l’area non è selezionata, mentre il colore bianco sta a indicare tutta l’area selezionata. Il grigio è una via di mezzo tra la selezione e la non selezione, simile alla barra sfumatura.

Per creare le Maschere di Tonalità, di un specifico colore presente nella fotografia, andiamo a Selezionare il livello Base, e ci trasferiamo su Intervallo Colori nel Menu.

Tutorial Photoshop - Maschere di Luminanza

A questo punto possiamo selezionare direttamente tutti i Rossi, Gialli, Verdi, Cyan, Blu e Magenta presenti nella fotografia, oppure possiamo campionare noi il colore prescelto, attraverso lo strumento pipetta “Colori campionati” e aggiustando la selezione attraverso la tolleranza e l’intervallo.

Se vogliamo aggiungere un colore alla selezione, clicchiamo sulla fotografia tenendo premuto SHIFT, altrimenti per sottrarre una colorazione dalle selezione premiamo ALT. In alternativa ci sono le pipette apposite a fianco.

Una volta creata la maschera di luminosità o di colore, possiamo andarli a riselezionare ogni qualvolta che ci servono dal Pannello dei Canali, e possiamo applicargli le regolazioni avanzate che preferiamo. Curve, valori tonali, vividezza, bilanciamento colore, tonalità/saturazione ecc. Il vostro limite e solo la vostra fantasia.

Riassumendo, le maschere di luminanza ci servono solamente ogni qualvolta dobbiamo andare a campionare una precisa area di luminosità che va dalle ombre, alle luci, passando per i mezzitoni.

Con le maschere di colore, invece campioniamo uno o più precisi colori, della nostra fotografia e successivamente possiamo applicargli tutte le regolazioni avanzate che troviamo su Photoshop.

Il Tutorial su Photoshop è finito, se hai domande ti prego di porle qui sotto nei commenti! Altrimenti se posso esserti utile in qualche modo mandami un e-mail o vienimi a trovare sui Social! 😉

A presto! Ciao!

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Rendi le tue Riprese Aeree più Cinematografiche!

riprese cinematografiche

Sei un Videomaker? Professionista o Amatore?

Sei un Videomaker? Sei un Professionista o magari un amatore che vuole scoprire delle tecniche di riprese cinematografiche, da effettuare con il proprio drone?

Oggi scopriamo insieme come rendere le tue riprese aeree (con qualsiasi tipo di drone) più cinematografiche, più da professionista che da Amatore.

Prima di iniziare ti volevo invitare a iscriverti alla mia newsletter (se ancora non l’hai fatto) cosi da ricevere news o offerte sui prodotti presente nello store.

Esistono una grande varietà di tecniche/riprese cinematografiche ma oggi voglio parlarvi solo di quelli magari più importanti che ogni Dronista/Videomaker deve sapere fare per fare quel minimo di salto di qualità alle riprese.

L’Elenco completo:

  1. Volo d’aquila
  2. Reveal
  3. Reveal Laterale
  4. Orbita
  5. Focus Point
  6. Helix o Spirale
banner per articoli

1. Volo d’aquila o Eagle Shot

Partiamo con il primo, la tecnica aerea “Volo D’aquila” è una ripresa che va a ricordare tanto un volo d’aquila alla ricerca della preda perfetta a un’altezza elevata.

Questa tecnica si effettua volando con il Drone ad un’altezza non inferiore ai 50-100 metri con il gimbal del drone rivolto tutto verso il basso e volando dritto ( o all’indietro).

Questa tecnica serve per mostrare il soggetto da un punto di vista molto diverso da quello che siamo abituati a vedere normalmente.

riprese cinematografiche

2. Reveal

La seconda tecnica di ripresa cinematografica e molto usata nel Cinema, questa serve generalmente a introdurre o chiudere una scena/paesaggio.

Si effettua volando dritto a un altezza normale (10-60 metri di altezza), e partendo con il gimbal rivolto verso il basso, alzalo piano piano finchè non riveli la scena, volando sempre dritto ( o all’indietro per chiudere la scena).

ripresa  drone

3. Reveal Laterale

Un’altra ripresa aerea cinematografica molto interessante è la tecnica del Reveal Laterale, che consiste nel posizionare il drone in volo dietro a un soggetto/ oggetto grande e farlo volare di lato, cosi da mostrare e rivelare il paesaggio di lato e dietro all’oggetto, il gimbal in questo caso rimane fermo dritto davanti a noi.

ripresa  drone

4. Orbita

Questa ripresa cinematografica aerea e molto difficile da effettuare, per crearla e renderla molto omogenea ci vuole molta pratica. Questa tecnica consiste in girare lentamente con il drone attorno a un soggetto/oggetto a 360 gradi tutto attorno.

Molto interessante per mostrare a 360 gradi il panorama circostante o per mostrare tutte le facciate di un edificio o struttura.

ripresa  drone

5. Focus Point

Questa tecnica e molto particolare e simile al Volo d’aquila, questa si differenzia dall’altra ripresa cinematografica dal fatto che una volta che sei a un’altezza sostenuta dei 50/100 metri e con il gimbal che punta dritto verso terra devi puntare un soggetto/oggetto e fare girare su se stesso il drone a 360 gradi.

Con questa tecnica c’è la variante che mentre che giri puoi fare salire il drone o scendere di quota.

ripresa  drone

6. Helix o Spirale

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Ultima ripresa aerea cinematografica molto importante e molto complicata da effettuare e la Spirale, o Helix. Questa si differenzia dalla solo Orbita che man mano che andiamo a fare il giro a 360 Gradi attorno a un edificio o soggetto, dobbiamo partire da un’altezza a livello A e finire a un livello diverso (Livello B).

Mentre che giri con il drone, devi inizialmente puntare il gimbal verso la struttura e a fine corsa cerca di puntare il gimbal leggermente più su, cosi magari da avere una differenza di circa 20/30 gradi dal punto A al punto B.

ripresa  drone

Questi sono solo alcune delle moltissime riprese aeree cinematografiche che possiamo fare con qualsiasi drone. Ovviamente per farli al meglio bisogna allenarsi e fare pratica ogni giorno per fare delle riprese aeree molto stabili e molto omogenee.

Se vuoi approfondire la questione ho creato anche un video a riguardo che mostra esattamente queste 6 tecniche di ripresa cinematografiche, con alcuni esempi.

https://www.youtube.com/watch?v=XDNXYvc4yVI&t=78s

Se hai domande da pormi, scrivimi pure un commento qui sotto cosi tutti i visitatori possono usufruire della risposta, o se posso esserti utile diversamente contattami tramite e-mail!

Ci sentiamo la prossima!

Buon Volo!

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Come importare i Lut su Premier Pro?

lut premier pro

Cosa sono i Lut ? Come possiamo importarli? E sopratutto perchè usare i lut nella fase di color correction? Ve lo spiego subito!

Cosa si intende per lut premier pro?

Per “Luts” si intende come una, abbreviazione di Look-Up Table, è uno strumento digitale in grado di ‘convertire’ istantaneamente un videoclip dalla maniera nella quale viene percepito, e di conseguenza acquisito, in un set di valori utili ad essere riprodotto nel miglior modo su un monitor.

In Parole semplici, prendiamo i valori di una color correction precedente e la applichiamo semplicemente con un click sopra un altra clip. Questa è molto utile quando abbiamo davanti un video già finito e dobbiamo dargli il nostro tocco… il nostro colpo magico per dargli un look più cinematico al nostro video.

Possiamo creare le Luts con qualsiasi video clip, prodotto da una fotocamera, da un drone, da una videocamera, actioncam o persino anche da un telefonino, quindi per donare un look più interessante alle tue clip non per forza ti serve attrezzatura professionale!

Cinematic lut pack premier pro lut

Come creare i Lut su Premier Pro

Se vuoi creare le tue luts i passaggi da seguire sono semplici e i seguenti:

  1. Prima cosa apri il programma Premier Pro, crea una sequenza e importa una clip.
  2. Recati nella tab di Lumetri Color
  3. Crea la tua Color Correction modificando e giocando con tutti i pulsanti che vedi in quella tab.
  4. Alza le ombre, abbassa le luci, dai un taglio di colore più caldo o più freddo, cerca di creare una color unica cosi da far risaltare i particolari della clip.
  5. Appena hai finito di creare tutte le modifiche del caso vai vicino al tab di Colore Lumetri dove ci sono le “tre linee” e vai a cliccare Esporta Cube, il programma ti chiederà dove salvare ( Foto qui sotto)
  6. Dopo che hai esportato e salvato la tua lut, e la vuoi applicare su un altra clip, in tanto importa la nuova clip nella sequenza.
  7. Poi recati nel tab di Colore Lumetri – Creativo e la puoi notare che c’è un menù a tendina che andare a scegliere una lut predefinita di Premier Pro, oppure puoi andare a selezionare la tua personale lut.

Consiglio Bonus: con la slide Intensità Luce sotto il menù a tendina puoi andare a regolare più o meno l’intensità del lut.

premier pro lut export cube

Nel video spiego velocemente cosa sono i Luts in generale, e come crearli Step by Step sul programma di Video Editing, Premier Pro. Ovviamente cambieranno i tab e i cursori ma per creare una Lut sui vari programmi di Video Editing sarà simile!

Ci vediamo nel Video!

https://www.youtube.com/watch?v=0eHo1PgtBBQ&t=116s

Perchè è importante nella fase di Color Correction usare i Luts?

Bhe la domanda, può essere semplice da rispondere ma anche difficile.

A mio avviso creare e usare le Luts ti risparmia un sacco di tempo in questa fase, perchè altrimenti senza luts, devi obbligatoriamente color correggere ogni singola clip manualmente. Mentre con i Lut risparmi tempo applicandola sopra e incaso regolandola un pò.

Inoltre se crei molti video e vuoi che le tue clip si devono differenziarsi dagli altri, con le lut puoi donare la stessa color a tutte le clip, cosi da renderle tutte omogene tra di loro. E renderle tutte con un mood unico e simile!

Se non riesci a creare un tuo stile e vuoi creare delle riprese cinematografiche inserendo dei Lut, ti invito a dare un occhiata ai miei luts in vendita sul mio store, applicabili su tutti i tipi di drone, ma creati esclusivamente per Mavic Mini.

lut premier pro

Se hai dubbi o domande perfavore, chiedi pure in fondo nei commenti oppure contattami tramite gli appositi form sul sito web o vienimi a cercare sui Social… Sarò veramente felice di rispondere!

Ciao a presto!

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